di Tilde (Novembre 2024)

Nel novembre del 2024, un gruppo di attivisti si è recato in Palestina per partecipare alla campagna di raccolta delle olive a Qusra, un piccolo paese situato in Cisgiordania, per supportare i contadini locali nella loro lotta quotidiana contro le difficoltà imposte dall'occupazione israeliana. Il viaggio è iniziato da Roma, con un passaggio a Amman, capitale giordana, prima di attraversare il ponte di Allenby e entrare in Palestina. Ogni passo, ogni spostamento, ogni incontro lungo il cammino raccontano una storia di speranza, resistenza e, soprattutto, di umanità.

Il Viaggio: Un Percorso Faticoso e Intenso

L'arrivo ad Amman è stato solo l'inizio di un viaggio che sarebbe stato molto più di una semplice missione di solidarietà. Dopo aver affrontato la tassa d'ingresso in Giordania e un viaggio in taxi fino al centro di Amman, il gruppo si è diretto al confine con la Palestina, passando dal ponte di Allenby. Qui, i volontari hanno preso un autobus che li ha portati a Gerico e da lì un altro taxi fino a Ramallah, dove si sarebbero fermati per un training di formazione.

Il 5 novembre, il gruppo è arrivato a Ramallah, dove ha incontrato M. per un'intensa sessione di formazione. Le informazioni ricevute riguardavano le attività di raccolta delle olive, la gestione del vitto e della logistica, ma anche le norme di comportamento in un contesto di grande tensione. Ogni consiglio, ogni raccomandazione era fondamentale per navigare in un ambiente dove la sicurezza era una preoccupazione costante.

L'inizio della Raccolta: Tra Speranza e Conflitto

Il 7 novembre è stato il primo giorno di lavoro. Il gruppo si è spostato a Kufr Al Labad, a Tulkarem, dove la famiglia palestinese li ha accolti con calore e disponibilità. Durante la raccolta, però, l'atmosfera è diventata subito tesa quando un gruppo di soldati israeliani ha chiesto di controllare i cellulari di alcuni volontari e ha interrogato chi stava documentando l'attività. Questo è diventato un tema ricorrente nelle giornate successive, con il costante rischio che le operazioni di raccolta potessero essere interrotte dalla presenza di soldati e coloni.

Nonostante la paura, i volontari sono riusciti a continuare il lavoro fino a tardi. In serata, l'incontro con A., referente dei comitati popolari di Qusra, è stato un momento di riflessione e di preparazione per i giorni a venire. A. ha spiegato come comportarsi in un paese dove la violenza è quotidiana, e ha avvertito il gruppo di evitare di viaggiare soli, specialmente di sera, a causa delle aggressioni che potevano provenire dagli insediamenti vicini.

L'Incontro con la Realtà: Resistenza e Solidarietà nei Campi di Olive

Il lavoro nei campi di olive non è mai stato semplice. Ogni giorno portava con sé una nuova sfida. A Farkha, vicino a Nablus, i volontari hanno avuto modo di lavorare in una valle splendida, ma la sicurezza era sempre precaria. Non solo l'occupazione israeliana minacciava di interrompere le attività, ma anche i coloni locali non esitarono a fermare i lavoratori palestinesi e i volontari.

In particolare, il 9 novembre a Kufr Qalil, i soldati israeliani hanno fermato un palestinese durante la raccolta, accusandolo di violazione delle norme. Questo episodio ha rivelato ancora una volta la brutalità e l'intransigenza della macchina occupante, ma anche la forza della comunità palestinese che, nonostante tutto, riesce a resistere.

Il lavoro nei campi è essenziale per la sopravvivenza delle famiglie palestinesi: l'olio d'oliva è una fonte di reddito fondamentale, e ogni raccolto permette loro di sopravvivere per l'intero anno. Nonostante le difficoltà, il gruppo di volontari ha continuato a sostenere i contadini, sperando che la loro solidarietà potesse fare la differenza, anche se piccola.

Il Conflitto Aperto: La Difficoltà di Lavorare sotto Occupazione

Ogni giorno, le tensioni aumentavano. I soldati israeliani continuavano a fermare e interrogare i palestinesi, mentre i coloni cercavano di intimidire i contadini. Nonostante ciò, il gruppo non ha mai mollato. Il 12 novembre, a Jadija, i volontari hanno lavorato sotto il controllo stretto dei soldati israeliani, che hanno tentato di fermarli più volte. Ma l'incidente più drammatico è avvenuto a Beit Lid, il 14 novembre, quando i soldati hanno circondato i volontari e i palestinesi, fermandoli nel bel mezzo della raccolta. Nonostante il clima di paura, i volontari non hanno mai ceduto alla violenza. La loro presenza era un atto di resistenza, di solidarietà, ma anche di testimonianza.

L'emozione più forte è arrivata però a Qusra, quando i soldati hanno cercato di fermare i bambini palestinesi che si ribellavano contro di loro. I volontari hanno cercato di allontanarli, ma la situazione si è rapidamente degenerata, con l'uso di lacrimogeni e altri gas. È stato un momento doloroso e difficile da affrontare, ma anche un segno della lotta quotidiana dei palestinesi contro l'occupazione e le sue violenze.

Il Rientro: La Fine di una Missione e l'Inizio di una Nuova Consapevolezza

Il ritorno a Qusra e la fine del lavoro nei campi non hanno portato con sé un senso di pace, ma piuttosto una consapevolezza profonda di quanto la resistenza palestinese sia necessaria per mantenere viva la speranza di una vita dignitosa. La testimonianza di questo viaggio è stata un richiamo forte alla comunità internazionale, un monito affinché l'occupazione e le sue violazioni dei diritti umani non vengano dimenticate.

Nel ritorno ad Amman, nessun problema è stato riscontrato al confine israeliano. Ma il ricordo di quei giorni trascorsi tra le colline di olive di Qusra, tra incontri difficili e momenti di speranza, rimarrà impresso nella memoria di tutti coloro che hanno partecipato a questa missione.

La campagna di Qusra non è solo una raccolta di olive, ma un atto di resistenza contro l'oppressione, una testimonianza di solidarietà che dimostra che, anche in mezzo alla violenza e alla sofferenza, la speranza può germogliare.